Le spinte al Torsion-Pulley

  L’allenamento della forza del tennista deve prevedere sia esercizi di trazione sia di spinta.

I gesti specifici del tennis sono praticamente tutti in spinta: colpi a rimbalzo, servizio e volée prevedono l’allontanamento del carico dal corpo.

Questi gesti ripetuti migliaia di volte comportano quasi inevitabilmente l’instaurarsi di squilibri muscolari, con la possibilità di calo della prestazione e incremento del rischio di infortunio da sovraccarico funzionale o di natura traumatica.

Il tipo di squilibrio più pericoloso non è, come spesso si crede, quello fra l’emiparte dominante (destra per un destrimano) e quella controlaterale, ma quello fra muscoli agonisti e antagonisti.

I due esempi classici per il tennista sono gli squilibri che si creano fra muscoli rotatori interni e esterni della spalla e fra flessori ed estensori del tronco (addominali e dorsali).

Un appropriato programma di allenamento della forza è l’unica soluzione al problema: io indico questo tipo di lavoro con il nome di lavoro compensativo-preventivo, per indicare un insieme di esercizi mirato a compensare gli squilibri di forza di questi distretti muscolari e a prevenire gli infortuni.

Spesso i giocatori si rivolgono a me quando i problemi fisici si sono già manifestati e quasi sempre la causa è la stessa: uno scorretto programma di allenamento della forza.

Molti programmi di forza da me personalmente visti erano composti da molti esercizi per rinforzare ulteriormente la rotazione interna della spalla, con l’obiettivo di incrementare la velocità dei propri colpi.

In realtà, il risultato di questo approccio è quello di aggravare ulteriormente lo squilibrio muscolare: la somma delle sollecitazioni proposte in campo e in palestra determina così uno sviluppo selettivo dei muscoli rotatori interni, con tutti i problemi che ne possono conseguire.

La stessa osservazione va estesa per l’allenamento dei muscoli addominali: vedo spesso tennisti di ogni livello fare decine di addominali quando dovrebbero, al contrario, dedicare buona parte della seduta allo sviluppo di dorsali e lombari.

Attenzione, però! Il problema è ancora più complesso di quanto sembra a prima vista, perché il tennista ha comunque la necessità di incrementare i livelli di forza dei muscoli agonisti per rendere la propria palla più pesante…..e questo non è possibile farlo solo attraverso il tennis, perché un attrezzo del peso di 300 g. non è sufficiente a creare adattamenti strutturali di questo tipo.

Come è possibile coniugare la necessità di incrementare la forza dei muscoli agonisti con quella di ridurre gli squilibri degli antagonisti?

Innanzitutto ogni situazione va considerata individualmente attraverso un’attenta valutazione posturo-funzionale specifica per il tennis.

In generale, si può fare in modo che per ogni serie di lavoro per i muscoli agonisti  ne corrispondano due per i muscoli antagonisti.

Questo semplice accorgimento ci permette di raggiungere i due obiettivi:

-migliorare la forza dei muscoli agonisti

-ridurre gli squilibri di forza fra agonisti ed antagonisti.

Ecco perché l’esercizio che vi presento oggi è sicuramente il più specifico per il tennista, ma quelli di trazioni, con e senza torsione (vedi contributi precedenti), devono occupare un posto quantitativamente più rilevante nella scheda del tennista.

Il video: l’esercizio di spinte con torsione al Torsion-Pulley

Premetto che l’esercizio delle spinte con torsione può risultare piuttosto difficile da eseguire al Torsion-Pulley, almeno inizialmente: la presenza della carrucola crea un’instabilità che solo attraverso le ripetizioni si imparerà a gestire. Inoltre, il peso del corpo viene a gravare interamente su un solo braccio, per cui è evidente che occorrono buoni livelli di forza!

Le prime volte sarà bene limitare l’inclinazione del corpo rispetto al terreno, mantenendosi quasi in stazione eretta: una volta acquisita un po’ di esperienza, si potrà incrementare il carico dell’esercizio.

I gomiti vanno portati indietro e mantenuti in linea con i polsi, senza scendere sotto il loro livello.

Il video fornisce l’evidenza inconfutabile dell’impegno richiesto da questo esercizio.

Buon allenamento!

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